Magreglio – Scrive e legge da ipovedente la bella lezione di Valeria.

valeriana merzarioMAGREGLIO «Ho guardato dalla finestra, e non ho più visto la strada che saliva verso casa. Una strega malefica di notte con una dozzina di gnomi cattivi, armati di piccone e badile, si è presa la via. Spero non tornino altre notti a prendermi altre cose, che mi lascino il tempo di riempirmi gli occhi dei colori dei fiori, del verde delle piante, dell’acqua cristallina del ruscello». Valeriana Merzario, Valeria per tutti, 75 anni, ha scritto questa breve storia, una metafora dei suoi ultimi anni, con la malattia degenerativa agli occhi immaginata come la strega cattiva che si è presa la strada sotto casa. La strada, la provinciale che porta in paese, è ancora al suo posto, ma Valeria non la vede, come fatica a distinguere i volti dei figli, l’alba e il tramonto. Soprattutto è in difficoltà a leggere e scrivere, lei che da sempre ama la narrativa, la poesia e si diletta nella scrittura. È forse questo che le pesa di più nella sua condizione.
Ma non accetta pietismi di sorta e, anzi, è più che mai intenzionata a non rassegnarsi: Il termine è ipovedente ma una parola non può riassumere la realtà di chi perde la vista a 70 anni. Valeria vorrebbe formare un gruppo di amici e amiche con la stessa passione e gli stessi problemi, un gruppo di lettura per ipovedenti, può sembrare illogico ma non lo è: «Riesco ancora a scrivere per fortuna; in modo disordinato, senza rispettare le righe, ma scrivo, il problema è che mi è impossibile leggere quello che ho scritto – spiega – Mi faccio aiutare dai figli, dai parenti e dagli amici, mi mettono poi tutto sul computer. D’altra parte non posso rinunciare a questa passione per un banale incidente di percorso come la diminuzione della vista».
Appassionata di lettura, della musica di Roberto Vecchioni, adora i nipoti Giorgio ed Elisa, Valeria ha sostituito i libri cartacei con gli audiolibri: «Preferivo poter leggere ma purtroppo non è così, poi gli audiolibri non ci sono magari degli autori che vorrei ascoltare. E una situazione difficile la mia è quella delle persone nella mia condizione. Per questo motivo mi piacerebbe mettere assieme un gruppo di persone con il mio stesso problema qui in provincia o nella mia area, per poterci confrontare sulle nostre difficoltà, scambiarci i suggerimenti, tenerci in contatto telefonico per riempire anche quelle lunghe attese a cui ci costringe la nostra condizione».
Valeria non si arrende: «La mia idea è di dare il mio esempio, nonostante non riesca a distinguere un volto comunque continuo a scrivere e ad avere una certa indipendenza anche se è sempre più difficile – spiega -. Ogni tanto mi dico, se ce la faccio io ci possono riuscire anche gli altri».
Sarebbe bello poi se qualcuno, vedente, potesse leggere a rate un buon libro a questo gruppo magari di persona o attraverso un file audio.
Dove rivolgersi «Io vorrei confrontarmi sulle nostre difficoltà ma anche combatterle cercando la normalità rappresentata da un gruppo di lettura, o da un gruppo per fare quattro chiacchiere, lo vorrei chiamare “Non perdiamoci di vista”. Chi vuole scrivermi o mandarmi un file audio può farlo alla mail: nonperdiamocidivìsta@vallassina.com . L’unione fa la forza in queste occasioni». La signora Valeria di certo non ha nessuna intenzione di arrendersi.

Fonte: La Provincia
Testo: Giovanni Cristiani
– Riproduzione vietata –

Roberto Gandola Fotografo

Per contattare Valeria potete usare il seguente modulo oppure scrivere all’indirizzo:
nonperdiamocidivìsta@vallassina.com

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Written by Roberto Gandola

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