Pistole mitragliatrici Beretta “51 A” e “93 R”: armi speciali per impieghi … “speciali”

Ordine e Sicurezza


Una  “mitraglietta” delle dimensioni di una normale pistola d’ordinanza?  Beh ieri come oggi quale FF.OO/FF.PP non ne vorrebbe in dotazione?

Detto fatto sulla base della pistola Beretta modello 1951 in 9 parabellum (il cui progetto risaliva alla fine degli anni ’40..) gli ingegneri bresciani realizzarono alla fine degli anni ’60 la prima pistola automatica ovvero il mod.  51 A (conosciuta anche come 51 R stando “A” per automatica e “R” per raffica) in grado di sparare a raffica con tanto di impugnatura supplementare pieghevole per avere un migliore controllo e, caricatore maggiorato portato a 10 colpi (puo’ far sorridere oggi, ma non era poco per l’epoca).

Stessa idea venne poi rilanciata sulla base della ben più moderna (ed internazionalmente riconosciuta come un successo) pistola Beretta 92: siamo nel 1977 quando alcuni reparti delle nostre FF.OO/FF.AA (tra cui ovviamente l’Arma dei Carabinieri, vero orgoglio per la Nazione ed il Popolo italiano!) vengono dotati della neonata 93 R  in calibro 9 parabellum, pistola in grado di sparare sia in modalità semiautomatica che, a raffica controllata di 3 colpi, selezionando l’apposita leva/selettore di tiro. Come la sua antenata anche la 93 R è dotata di impugnatura supplementare pieghevole per la seconda mano e la possibilità di usare caricatori da ben 20 colpi!

Se tra gli indubbi vantaggi vi sono l’occultabilità, il porto,  le dimensioni e i pesi ridotti (è di fatto una “normale” semi-auto full-size), questi pregi sono anche i suoi più grandi difetti: difficoltà di controllo (nonostante il secondo calciolo è preferibile impugnarla sempre saldamente  a due mani, come una qualsiasi pistola), un raggio di azione che puo’ ritenersi davvero utile solo in ambienti molto ristretti e, in un tiro davvero ravvicinato. Da notare che sono disponibili stampelle e calci aggiuntivi da spalla ma, con essi (a parere di chi scrive), si perde il senso e, si stravolge la natura dell’arma stessa, visto che le “nostre” pistole mitragliatrici, nascono per essere impiegate come normali pistole d’ordinanza ma, con volume di fuoco ben superiore, tali da poter primeggiare in ambienti chiusi (stanze, veicoli….) e a distanza ravvicinata.

Queste armi, semi-sconosciute ai più, sono soprattutto all’estero, entrate nella leggenda, italici prodotti industriali che hanno anticipato (e di molto) analoghi modelli stranieri, con la primaria intenzione di dare agli operatori delle FF.OO/FF.AA strumenti in grado di contrastare in modo efficace  particolari minacce criminali tra cui in primis quella terroristica.

(Questo intervento è dedicato a tutti i CARABINIERI che hanno coraggiosamente sacrificato la loro vita per garantire la libertà del Popolo e la sicurezza della Nazione).

Christian Bertossi
Written by Christian Bertossi

Nato a Lecco nel 1979, Tenente (r) dei Carabinieri, Dottore in giurisprudenza dal 2003, arruolato Volontario nell'Esercito Italiano (Rav 157° Rgt. Liguria "Leoni", unico reparto in Italia a potersi fregiare tra l'altro di 2 M.O.V.M e 2 M.AV.M. !) subito promosso al grado di Caporale, riceve numerosi attestati di stima tra cui dal Ministro alle comunicazioni On. Gasparri e dal Generale Lorenzetti per servizi di vigilanza svolti, vince il concorso per Allievi Ufficiali Carabinieri (5° f.p.-rs) e dopo aver brillantemente superato il corso alla Scuola Ufficiali Carabinieri in Roma, viene destinato al più antico istituto di formazione dell'Arma dei Carabinieri, la Scuola Carabinieri di Torino - II Btg FOSSANO: qui ha assunto molti prestigiosi incarichi sia come "Istruttore-Docente" (Docente di diritto penale) che di Comando: Aiutante Maggiore, Comandante di Compagnia e di Plotone; inoltre è stato Presidente delle commissioni finali d'esame per Carabinieri in sp. A livell! o operativo ha prestato servizio di Ordine Pubblico come Comandante di Contingente: in Valle di Susa durante i sanguinosi scontri per le manifestazioni "NO-TAV" (ricevuto apprezzamento per l'operato svolto dal Comandante Provinciale CC Torino e Questore di Torino - articolo in prima pagina con foto de "LA STAMPA" di Torino 02-12-2005); alle Olimpiadi di Torino (ricevuto apprezzamento e, inoltre, al comando dei suoi Uomini ha sgominato un gruppo internazionale dedito al bagarinaggio); allo stadio delle Alpi di Torino (campionato serie A 05-06). Ha svolto molteplici operazioni di servizio oltre al Comando di servizi di vigilanza ad infrastrutture militari ed aeroportuali; è, tra l’altro: CONSULENTE TECNICO DEL TRIBUNALE DI COMO specialista in: armi e tiro, munizionamenti ed equipaggiamenti militari; CONCILIATORE/MEDIATORE, riconosciuto dal MINISTERO DELLA GIUSTIZIA; ESPERTO ACCREDITATO in Éupolis Lombardia, Istituto superiore per la ricerca, la statistica e la formazione/REGIONE LOMBARDIA, specialista in: sicurezza pubblica/ordine e sicurezza; collabora con lo STATO MAGGIORE DELLA DIFESA – Informazioni della Difesa (MINISTERO DELLA DIFESA – rivista dello SMD); nonché Titolare dell’Istituto di Investigazioni, Recupero Crediti e Pubbliche Relazioni B-TEAM SECURITY®. Per passione oltre che per lavoro è esperto di : sicurezza pubblica e privata, diritto penale - diritto internazionale umanitario e dei conflitti, logistica applicata, armi e tiro, addestramento al combattimento - tecniche di disarmo - military combat technique - personal defence, , sistemi di radio-comunicazione, guida operativa.

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