UN EBREO PER LA FORTUNA DEI VIGO

MG21ACCADDE OGGI IN VALLASSINA 21 MAGGIO

(in assenza di avvenimenti)   (copyright Paolo Ceruti)

 Nella seconda metà del XVIII secolo l’emigrazione stagionale (e non) dei vallassini si rivolge principalmente all’Italia settentrionale ma non manca chi si spinga più lontano  a Parigi, Magdeburgo (il cagliese Francesco Bianconi) e a Stettino. Tra i più ricchi si ricordano i Vigo di Barni e Giovanni Ravizzone di Magreglio. I primi partiti come “muleta” (arrotini) divengono mercanti a Sarzana. L’origine della  fortuna nasce dal’aver acquistato senza denari, grazie ad un’informazione e un abito signorile comprato da un ebreo, un carico di cotone di una nave rivendendolo immediatamente con un guadagno di 60 mila lire. Giocando su acquisti a rischio di carichi marittimi arrivano a divenire proprietari di una nave. A fine settecento era vivente Giovan Battista Vigo figlio di un emigrato. Il magregliese Ravizzone era andato a Parigi dove aveva iniziato a lavorare come garzone, divenuto mercante accumula un patrimonio di un milione e mezzo di lire milanesi. Con un milione seguono Carlo Pratobevera di Sormano, un contadino divenuto mercante a Bielitz in Slesia nella Galizia austriaca. Giovanni Battista Turba di Maisano mercante a Parma. Sempre mercante nella stessa città opera come mercante un altro maisanese Giacomo Ortale di Sebastiano, con 800 mila lire milanesi, partito come mugnaio, con palazzo e carrozza. Da Lasnigo, con 800 mila lire, arriva Giò Battista Fiorone, cardatore che apre un negozio di seta in Lomellina. I migranti girovaghi della Vallassina elaborano lo “Spasell” un  gergo per comunicare senza essere capiti. Il Sole e la luna sono “Il bel e la bela”, la morte “ la sbalada” e il prete “pisto o spiazz”.

(Bielitz in Slesia, oggi Polonia, città di emigrazione di Carlo Pratobevera di Sormano)

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Written by Paolo Ceruti

Paolo Ceruti, milanese di nascita, risiede a Magreglio da molti anni. Formatosi come giornalista, da sempre impegnato per la nascita di un Europa federale, sviluppa un’intensa attività amministrativa a livello zonale (Presidente della Comunità Montana Triangolo Lariano) e locale (Sindaco di Magreglio). Sua è, inoltre, l’iniziativa di un referendum regionale promossso dai Comuni per l’acqua pubblica. Tutto questo senza mai dimenticare la sua passione per la storia e la difesa delle lingue e delle culture locali, senza pregiudizi e discriminazioni.. Promuove e partecipa a organizzare il primo Convegno sui “Dialetti della Lombardia e del Canton Ticino” (1979) e propone per primo, in Lombardia, di affiancare al toponimo italiano quello originario. Nel 1982 Magreglio è il primo Comune lombardo con doppia toponomastica. Sempre sua l’idea di promuovere il turismo dei piccolo Comuni lombardi, riunendoli in un’associazione. Ha scritto: “La Vallassina nei binari del tempo” (1989), “Se vuoi veder Magreglio” (2008) e “Cinque palle, una nello stomaco” (2011). Ha raccolto e scritto le note per “Albert Rausch - Henry Benrath - un’altra vita” (2000), curandone la pubblicazione bilingue italiano e tedesco, e per “El mé Magrèj” (2005). Ha in preparazione: “Un fantasma al paese del passo” (raccolta di novelle), “I Fit-Fucc di Canzo, messaggeri del folklore” ( in appendice il diario di viaggio in Polonia, Unione Sovietica e Georgia nel 1991 nei giorni del colpo di Stato contro Gorbaciov), “L’Asinario” , dizionario della lingua Asinina (voci raccolte nel comasco, in Brianza e in Vallassina) e “Agenda della Vallassina” ( un avvenimento per ogni giorno dell’anno, utilizzando il material raccolto per i post di Vallassina.com).

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